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TripAdvisor: il problema irrisolto delle recensioni false

BY Mariagrazia Semeraro | 13 settembre 2018
TripAdvisor: il problema irrisolto delle recensioni false

“Acquistare recensioni TripAdvisor”, “TripAdvisor recensioni a pagamento”, “Come comprare recensioni su TripAdvisor” sono alcune delle query di ricerca cercate dagli utenti sui motori di ricerca che lasciano intendere quanto il settore delle recensioni false sia attivo e il fenomeno vada arginato. La grave condanna inflitta dal Tribunale Penale di Lecce a un’azienda che vendeva pacchetti di recensioni false forse è l’inizio di una rivoluzione sul web nel campo dei portali che raccolgono feedback di clienti.


La prima condanna penale

Il Tribunale Penale di Lecce ha condannato il proprietario di PromoSalento, che vendeva pacchetti di recensioni false ad attività legate al settore dell’ospitalità in Italia, a 9 mesi di prigione e al pagamento di circa 8.000 euro per spese e danni. TripAdvisor ha supportato il procedimento costituendosi parte civile e condividendo le prove raccolte dal suo team interno di investigazione frodi.

 

Il punto di vista di TripAdvisor

In una newsletter a tutte le attività iscritte al portale, il CEO di TripAdvisor, Steve Kaufer, ha scritto relativamente alla condanna del titolare di PromoSalento: “La truffa su recensioni a pagamento è una violazione della legge in molti Paesi ma questo è il primo caso che ha portato a una condanna penale. Siamo orgogliosi di aver supportato il processo contro questa attività illegale condividendo le prove raccolte dal nostro team anti-frodi e fornendo il supporto dei nostri consulenti legali italiani.
Proteggere la nostra community dalle frodi è una parte fondamentale di tutto ciò in cui crediamo e che TripAdvisor rappresenta. Come azienda siamo completamente dedicati a questo, con tecnologie di tracciamento avanzate e un team dedicato di investigatori che lavora indefessamente per individuare aziende di recensioni a pagamento e impedire loro di operare sul nostro sito.
Ma non possiamo farcela da soli e vorrei ringraziare voi, la nostra community di business, per il ruolo fondamentale nella nostra continua lotta contro le truffe su recensioni a pagamento. Avete tenuto gli occhi aperti, avete segnalato attività sospette e, grazie anche al vostro aiuto, dal 2015 il nostro team di investigazione ha bloccato le attività di più di 60 aziende di recensioni a pagamento nel mondo.
Questo è un problema con cui tutti dobbiamo fare i conti nel nostro settore e, insieme, possiamo fare ancora di più. Se viene contattato da un’azienda di recensioni a pagamento, non instauri rapporti con loro ma condivida invece le informazioni con il nostro team di integrità dei contenuti scrivendo direttamente a paidreviews@tripadvisor.com. Tutte le segnalazioni ricevute saranno investigate e ogni singola informazione, non importa quanto piccola sia, può aiutare”.


Si può fare di più

TripAdvisor dichiara di essere sempre in prima linea per debellare le fake reviews, ma pare tutelare più gli ospiti che le attività. È infatti possibile:

1. lasciare recensioni anonime, con un nickname e senza una prova di aver effettivamente mangiato in un locale;

2. lasciare una recensione anche senza essere stati in un locale ma semplicemente recensendo un disservizio in fase di prenotazione. Per cui, se io chiamo in un ristorante e non ha un tavolo libero quella sera, presa dalla rabbia posso lasciare una recensione sulla scheda del ristorante relativamente alla impossibilità di prenotare o alla presunta antipatia della persona che ha risposto e che ha respinto la mia prenotazione.

Detto in altri termini, su TripAdvisor è possibile screditare locali e mettere in atto azioni di concorrenza sleale. 

 

Il Modello Booking

Su Booking è quasi impossibile lasciare recensioni false: possono lasciare una recensione solo gli utenti che hanno prenotato una struttura direttamente dal portale. Sono quindi palesi nome, cognome e nazionalità del recensore. Inoltre, le recensioni dopo due anni vengono cestinate in modo tale da dare la possibilità alle strutture di mantenere standard di qualità elevati o di migliorarsi e archiviare gli errori fatti in passato. Che senso ha infatti mantenere vecchie recensioni se poi un locale si ammoderna, cambia lo chef, il menu e il servizio?


Se è vero che scrivere e vendere recensioni false è reato, anche acquistare pacchetti di recensioni positive per migliorare la propria reputazione on line dovrebbe essere condannato. Vedremo come si evolverà il settore alla luce di questa condanna.